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Madama Butterfly

VenueTeatro dell'Opera di Budapest
Calendarsab 12 giu 2027 - dom 27 giu 2027
Sinossi/Dettagli

Madama Butterfly – Giacomo Puccini
Durata: 3 ore e 20 minuti, inclusi due intervalli
Lingua: Italiano
Sovratitoli: Ungherese, inglese, italiano

 

In collaborazione con il Grand Théâtre de Genève

Uno dei grandi capolavori del repertorio operistico, Madama Butterfly di Giacomo Puccini, è ben noto a tutti gli appassionati d'opera. Dalla sua prima rappresentazione, la sua tragica vicenda ha commosso milioni di spettatori nel corso di oltre un secolo. Innumerevoli artisti in tutto il mondo hanno messo in scena quest'opera in interpretazioni sempre diverse, mentre il mondo cambiava e, con esso, anche il modo di percepirla.

È giunto il momento che la tradizionale produzione dell'OPERA lasci il posto a un nuovo allestimento, la cui prospettiva incentrata sulla figura femminile aggiunge nuovi livelli di significato. Se osserviamo la vicenda più attentamente, infatti, ci rendiamo conto che tutto ciò che vediamo rappresenta soltanto un piccolo frammento dell'insieme e che ogni tassello acquista significato solo insieme agli altri.

Che cosa accadrebbe se osservassimo questa storia attraverso gli occhi di un ragazzo, figlio non previsto di una giovane geisha giapponese e di un marinaio americano, che guarda agli eventi da un tempo ormai lontano da quello dei suoi giovani e appassionati genitori?

Nata a Praga, formatasi nel canto in Svizzera e successivamente nella regia in Germania, oltre a collaborare strettamente con il celebre Calixto Bieito, Barbora Horáková propone una lettura innovativa: un doppio racconto che attraversa generazioni e continenti, accompagnato dal potente universo visivo della fotografa e videoartista statunitense di origine armena Diana Markosian.

Dopo la spettacolare opera Guerra e pace di Prokof'ev, questa nuova collaborazione tra l'OPERA e il Grand Théâtre de Genève esplora tradizioni, passioni e il loro impatto attraverso le generazioni. Dopo la prima svizzera del 2026, la produzione arriva a Budapest.

 

Limite di età: Lo spettacolo non è consigliato ai minori di 14 anni.

 

 

Trama

 

Atto I

Siamo all'inizio del XX secolo a Nagasaki. Benjamin Franklin Pinkerton (tenore), giovane ufficiale della marina degli Stati Uniti, sbarcato in Giappone si unisce in matrimonio con una ragazza quindicenne di nome Cio Cio-san (in giapponese 蝶蝶さん, Chōchō-san), che significa Madama (San) Farfalla (蝶?, Chō), in inglese Madama Butterfly (soprano), nome col quale viene chiamata dopo le nozze per sancire la fedeltà al marito. Le nozze sono fortemente volute da entrambi gli sposi: Cio Cio-san, caduta in disgrazia dopo il seppuku del padre, è stata infatti costretta a diventare una geisha e spera di riabilitarsi mediante il matrimonio; Pinkerton, dal canto suo, la sposa per puro spirito di avventura, consapevole di avere secondo le usanze locali il diritto di abbandonare la moglie anche dopo un solo mese. Durante la cerimonia irrompe lo zio bonzo di Cio Cio-san, che disereda la ragazza poiché, per sposare Pinkerton, ella ha rinunciato al suo legittimo nome e al buddhismo per abbracciare il cristianesimo. Abbandonata per sempre la sua famiglia, Cio Cio-san si lega ardentemente al marito appena sposato col quale si prepara a consumare.

 

Atto II

Sono passati tre anni da quando Pinkerton è ritornato in patria abbandonando la giovanissima sposa, che vive nella casa lasciatale dal marito assieme alla fedele serva Suzuki. La dimora sta andando in malora e la somma di denaro lasciata da Pinkerton è vicina a esaurirsi; Suzuki ha ormai realizzato che l'uomo non tornerà, ma Cio Cio-san, forte di un amore ardente e tenace, pur struggendosi nella lunga attesa continua a ripetere a tutti la sua incrollabile fiducia nel ritorno dell'amato. Un giorno riceve la visita del console Sharpless (baritono), venuto a sincerarsi delle condizioni della donna; vedendo quanto lei si illuda, le suggerisce di accettare la corte del principe Yamadori, che vorrebbe sposarla ma che lei rifiuta ostinatamente poiché si considera ancora legata a Pinkerton. Cio Cio-san reagisce mostrandogli il figlio che ha avuto con Pinkerton prima che partisse, e che ha nascosto a tutti, compreso il marito: se questi non tornerà, poiché è stata allontanata dalla famiglia di provenienza, a lei non resterà che ridiventare geisha per mantenere il figlio, sorte a cui ella preferisce la morte. Successivamente Cio Cio-san scruta l'orizzonte e vede apparire la nave su cui era imbarcato il suo amato: convinta che sia tornato per lei, la donna esulta e insieme a Suzuki addobba la casa per accoglierlo degnamente; le due donne e il bambino restano in attesa per tutta la notte, ma nessuno si presenta.

 

Atto III

Cio Cio-san, dopo la notte insonne passata ad aspettare Pinkerton, è ormai disillusa e si rassegna al suo fato. Mentre riposa, il suo amato si presenta presso la loro casa, accompagnato da Sharpless e dalla giovane Kate, da lui sposata regolarmente negli Stati Uniti. L'uomo rivela a Suzuki che è venuto a prendersi il bambino per portarlo con sé in patria ed educarlo secondo gli usi occidentali. Ma, quando Pinkerton vede come Butterfly ha decorato la casa per il suo ritorno, si rende conto di aver commesso un grosso errore. Ammette di essere un codardo e di non poterla affrontare, lasciando Suzuki, Sharpless e Kate a dare la notizia alla donna. Questa accetta di rinunciare a suo figlio purché Pinkerton venga di persona a vederla. La sua grande illusione, la felicità sognata accanto all'uomo amato, è svanita del tutto. Decide quindi di scomparire dalla scena del mondo, in silenzio, senza clamore; dopo aver affidato il figlio alle cure di Pinkerton e Kate, lo pone su una stuoia e gli fa voltare il viso verso sinistra, gli mette tra le mani una piccola bandiera americana e una bambolina mentre con delicatezza lo benda. Nella struggente e drammatica scena finale, Cio Cio-san prega le statue dei suoi dei ancestrali, dice addio al figlio, chiude la porta e si posiziona dietro un paravento. Butterfly si colpisce (secondo l'usanza giapponese denominata jigai) con un tantō ereditato dal padre, al quale era stato dato dal Mikado perché si suicidasse, che presentava le parole "con onor muore chi non può serbar vita con onore" incise sulla lama; si trascina verso il figlio e gli cade vicino. Si sente da lontano la voce di Pinkerton che grida "Butterfly! Butterfly!", quindi egli entra, insieme a Sharpless, nella stanza di Butterfly per chiederle scusa, ma è troppo tardi e la trova ormai morta, mentre il bambino, bendato, gioca con una bambola e la bandierina, ignaro di tutto.

Cast

Direttore d'orchestra: Cornelius Meister
Cio-Cio-San: Corinne Winters, Lilla Horti
Suzuki: Anna Csenge Fürjes
Kate: N. N.
Pinkerton: Szabolcs Brickner
Sharpless: Attila Mókus, Károly Szemerédy
Goro: Péter Balczó
Yamadori: Barna Bartos
Il Bonzo: András Kiss
Il Commissario Imperiale: Máté Fülep
Con l'Orchestra e il Coro dell'Opera di Stato Ungherese

 

Regia: Barbora Horáková
Scene: Wolfgang Menardi
Costumi: Eva-Maria van Acker
Light design: Felice Ross
Video design: Diana Markosian
Coreografia: Andrea Tortosa Vidal
Traduzione ungherese: Judit Kenesey
Traduzione inglese: Arthur Roger Crane
Maestro del coro: Gábor Csiki

 

Compositore: Giacomo Puccini
Libretto: Giuseppe Giacosa, Luigi Illica

Location
Teatro dell'Opera di Budapest

INFORMAZIONI IN CASO DI PIENO CASA!

Se tutti i posti sono esauriti per l'orario selezionato, ma desideri comunque vedere la nostra produzione in quel giorno, inizieremo a vendere 84 dei nostri posti in piedi estremamente convenienti 2 ore prima dell'inizio dello spettacolo, con i quali potrai visitare il galleria al 3° piano. I biglietti possono essere acquistati presso la biglietteria del Teatro dell'Opera e sulla nostra interfaccia online. Vorremmo richiamare la vostra attenzione sul fatto che il palco è visibile solo in misura limitata dai posti in piedi e dai sedili laterali, ma allo stesso tempo, il seguito dello spettacolo è supportato anche dalla trasmissione televisiva sul posto.

 

Il Teatro dell'Opera di Budapest (Magyar Állami Operaház in ungherese) è uno dei maggiori esempi di architettura neorinascimentale. Si trova a Pest in Andrássy út 20.

 

Costruito da Miklós Ybl tra il 1875 e il 1884, è un edificio riccamente decorato, ed è considerato uno dei suoi capolavori. In stile neorinascimentale con elementi barocchi, è arricchito con affreschi e sculture di Bertalan Székely,Mór Than e Károly Lotz.

 

Di fronte alla facciata vi sono le statue di Ferenc Erkel, compositore dell'inno nazionale, e del compositore classicoFranz Liszt, entrambe di Alajos Stróbl.

Gustav Mahler ne fu direttore dal 1888 al 1891.

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