Bastien e Bastienne / Il Telefono – Wolfgang Amadeus Mozart / Gian Carlo Menotti
Mix | Singspiel | Opera comica
Durata: 1 ora e 30 minuti compreso un intervallo
Lingua: Ungherese
Sovratitoli: Ungherese
Wolfgang Amadeus Mozart aveva appena 12 anni quando compose la sua piccola opera bucolica Bastien e Bastienne, rappresentata in una “sede alternativa”, il giardino di un certo Dottor Mesmer. È proprio lo stesso Mesmer la cui invenzione magnetica Mozart richiamerà con effetto comico verso la fine della sua carriera operistica in Così fan tutte. Come contrappunto a questa affascinante storia d’amore, la serata presenta anche l’opera in un atto di Gian Carlo Menotti del 1947, che alla prima rappresentazione era uno scherzo delizioso. Oggi, però, essa si presenta come una diagnosi tragicomica dei nostri tempi: la comunicazione mobile ha riscritto il nostro mondo e aggiunto nuovi livelli di significato all’opera. La regia di Andrea Valkai (per Il Telefono, adattata dalla produzione originale di András Almási-Tóth) è collocata in una sede alternativa: sul proscenio dell’auditorium del Teatro dell’Opera, cioè su un palco rialzato sopra la buca dell’orchestra, sotto il celebre affresco del soffitto di Károly Lotz.
Guida per i genitori: Lo spettacolo non è consigliato ai bambini di età inferiore ai 6 anni.
Bastien e Bastienne
Wolfgang Amadeus Mozart aveva appena 12 anni quando compose la sua piccola opera bucolica Bastien e Bastienne, rappresentata in una “sede alternativa”, il giardino di un certo Dottor Mesmer, le cui ricerche sul magnetismo sono richiamate con effetto comico verso la fine della carriera operistica di Mozart, in particolare in Così fan tutte. Secondo le fonti, il giovane Wolfgang scrisse lui stesso l’aria del mago Colas in un linguaggio incomprensibile (“Diggi, daggi, schurri, murri...”), e nell’ouverture si può scoprire una vera curiosità: il tema principale è praticamente lo stesso del primo movimento dell’Eroica di Beethoven, composta molto più tardi. Bastien viene presentato al giovane pubblico come una storia d’amore con un po’ di magia.
Il Telefono
Alla sua prima rappresentazione nel 1947, l’opera in un atto di Menotti era una divertente critica al mondo moderno. Oggi, tuttavia, offre uno sguardo tragicomico su un sintomo dei nostri tempi: la comunicazione mobile ha ridefinito il nostro mondo e ha dato un nuovo significato al pezzo. La nostra produzione colloca la storia nella vita frenetica di una grande città moderna e racconta la vicenda non solo di due persone, ma di una generazione che vive attraverso il telefono, le email e i social media, dimenticando lentamente di guardarsi negli occhi. Opera da camera con elementi teatrali fisici contemporanei e (forse) un lieto fine. La produzione di András Almási-Tóth è stata adattata da Andrea Valkai per il palcoscenico del Teatro dell’Opera.